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martedì 24 maggio 2011

La notte bianca

Notte bianca a Treviso (foto "La Tribuna di Treviso"

La notte bianca per tante ragazze è una serata di puro divertimento,di shopping sfrenato, l’unica volta in cui non si bada al prezzo super scontato dell’abbigliamento ma si compra qualsiasi cosa pur di non tornare a casa a mani vuote. Per me, invece, è un inferno.
Quando la mia amica mi propose di andare con lei per negozi durante quella serata di luglio dal nome affascinante,  accettai molto volentieri, perchè d'altronde sono una ragazza anch’io e noi impazziamo all’idea di provare una t-shirt o qualsiasi capo che sia nuovo di zecca. L’inferno iniziò prima di quanto pensassi: i parcheggi erano pieni zeppi, le donne al volante erano impazzite e facevano a gara per conquistare qualche raro posto che si liberava. Quando finalmente riuscimmo a trovare un parcheggio, mentre la mamma della mia amica stava cercando di fare manovre azzardate per riuscire ad infilarsi in uno spazio ridottissimo, vidi una donna al volante di un suv che appena vide il parcheggio liberarsi non esitò ad accelerare con furia e a schizzare nel posto libero.
Dopo un’ora finalmente riuscimmo ad avviarci verso Piazza dei Signori. Questa era più che affollata, era piena di ragazzi che urlavano e cercavano di non rovesciarsi gli uni sugli atri, per via della folla che spingeva, le bibite che tenevano in mano, e il caldo non aiutava ad essere pazienti in attesa del concerto di alcuni cantanti italiani: Paola e Chiara, Paolo Meneguzzi, Lost e i Sonohora, che hanno origini non tanto lontane dalla nostra città.

Dato che i tempi di attesa erano diventati stressanti, decidemmo di entrare nei negozi, anche questi pieni di gente che si può dividere in due categorie: maschi e femmine. Quando noi ragazze entriamo in un negozio, nel vedere tutti quei vestiti appositamente esposti per noi, senza volerlo entra in gioco la nostra seconda personalità: fashion victim. È tutto un correre frenetico per riuscire a togliere dalle grinfie di altre donne un paio di jeans o una borsa, e in quel momento tiriamo fuori tutta la nostra grinta. Non ci si riesce a concentrare perché è come se tutti i vestiti ti chiamassero e ti invitassero a provarli, così cominciamo a correre in tutte le direzioni senza un obiettivo preciso, siamo così elettrizzate che non sappiamo da dove incominciare. E per questo, dopo un quarto d’ora, lo scenario può sembrare un campo di battaglia: i vestiti che prima erano perfettamente ordinati volano da una parte all’altra, ecc., ecc.
Il momento di provare la roba selezionata un po’ a caso è la parte più tragica, perché si deve aspettare e aspettare non tanto perché siamo indecise se comprare o meno i capi provati, ma perché ci sono quattro camerini in tutto il negozio e quindi inizia la corsa disperata per arrivare  prima e guadagnarsi il camerino. Questo succede soprattutto se si decide di andare in negozi come Coin e Benetton, che sono tra i più conosciuti e più gettonati di Treviso.
In questa fase, la seconda categoria, cioè i maschi, per i quali accompagnare le proprie ragazze o mogli in questa maratona dello shopping è la peggiore delle torture, vengono scambiati per facchini e gentilmente ci tengono le altissime pile di vestiti in mano e infilate alle braccia tantissime altre borse provenienti da altri negozi.
I negozi cominciarono a chiudere solo dopo mezzanotte, ma la serata sembrava interminabile: i negozi si svuotavano, ma in cambio si riempivano i pub e le piazze. Dopo aver utilizzato tutte le energie facendo compere ci fermammo volentieri a bere qualcosa, come tantissima altra gente. La serata andava avanti e sembrava che nessuno avesse intenzione di tornare a casa ...

lunedì 23 maggio 2011

Storia di Treviso

Battistero, Treviso: mosaico 
Il sito, assicurano gli storici, era particolarmente adatto all'insediamento umano. È comunque molto difficile stabilire quando Treviso fece la sua comparsa sulla scena della storia: i primi reperti, individuati presso il Piave e il Sile, risalgono all'età della Pietra. Particolarmente rilevante fu un rinvenimento a Sant'Antonino, nel 1887: si trattava di ossa umane miste a resti di alci e cervi, accompagnate da vari utensili e accessori, come anelli, falcetti, raschiatoi, ami, asce e martelli, pugnali in selce e in rame, terrecotte e spade, risalenti alla tarda età del bronzo. Resti simili vennero ritrovati a Fiera e a Silea. Successivamente, la zona fu abitata dai Liguri Ingauni, dagli Illiri e dai Celti.

Poi vennero i Romani, ed ecco l’antica Tarvisium. Un periodo di prosperità, anche grazie alla strada Postumia e alle vie d’acqua.

Il tramonto e la caduta definitiva dell’impero romano, ovviamente, si fecero avvertire anche in Tarvisium, senza tuttavia provocare disastri irreparabili. Infatti all’epoca di Teodorico la città rimase un importante centro annonario, mentre sotto i Longobardi divenne sede di uno dei trentasei ducati del regno e venne dotata di un’importantissima zecca. Nel 911, però, la città conobbe la devastazione ad opera degli Ungheri. Successivamente cominciarono a delinearsi i futuri ordinamenti comunali, che furono riconosciuti nel 1164 da Federico Barbarossa. Questo, naturalmente, dopo che quest’ultimo fu sconfitto nella famosa battaglia di Legnano dalla Lega Lombarda e da quella Veronese).

Dante Alighieri 
Fu allora, sull’onda della vittoria, che la città si arricchì di splendidi monumenti e palazzi. La caratteristica principale di molte ricche dimore era, allora e fino ad epoca rinascimentale, il fatto che esse presentavano facciate affrescate (di qui la denominazione di urbs picta, cioè “città dipinta”), che peraltro si possono ammirare ancora oggi. Fu un’epoca piuttosto felice, tanto che la città si fece la fama di un posto dove si conduceva una vita piuttosto gaudente e spensierata, animata da feste e celebrazioni, quali quella del Castello d'Amore (erano i tempi in cui la città e il suo territorio si guadagnarono il titolo di “Marca gioiosa et amorosa”). Ne fu partecipe persino Dante Alighieri, cacciato dalla sua Firenze, che trascorse a Treviso parte del suo esilio.

Sul piano politico, nel XIII secolo anche Treviso visse la crisi del comune e l’affermarsi delle signorie. I primi ad impossessarsi di Treviso furono gli Ezzelini. I fratelli Ezzelino III ed Alberico da Romano dominarono sul territorio tra il 1237 ed il 1260. Poi la città fu preda di lotte intestine tra Guelfi e Ghibellini. Nel 1283, il guelfo Gherardo da Camino divenne signore della città e questa conobbe una decisa ripresa economica e culturale. Ma proprio la riconquistata prosperià espose Treviso e i centri limitrofi, quali Castelfranco Veneto, Cittadella e Conegliano, alle mire delle potenti signorie vicine, specialmente a quelle dei Carraresi e degli Scaligeri (questi ultimi occuparono la Marca nel decennio 1329-1339). La lotta per il dominio su Treviso si placò per breve tempo nel 1339 quando la città si diede spontaneamente a Venezia, diventando il primo possedimento in terraferma della Serenissima. In conseguenza di ciò, tuttavia, la città si trovò coinvolta nelle guerre per il predominio sulla penisola italiana e conobbe alterne vicende: fu retta dal duca d'Austria tra il 1381 ed il 1384, dal 1384 al 1388 fu sotto i Carraresi. E fu allora che Treviso ritornò, per restarvi, sotto le ali del Leone di San Marco, ciòè sotto la Serenissima.

Scorcio delle mura di Treviso 

Da notare che successivamente al 1509, cioè dopo l’assedio subito da parte dell’esercito della lega di Cambrai, Treviso fu trasformata in fortezza e dotata delle mura che ammiriamo ancor oggi. Sotto la guida dell’architetto e ingegnere idraulico veronese Fra’ Giocondo, furono eretti imponenti bastioni ed eseguite grandi opere idrauliche dentro e fuori le mura, i borghi furono ristrutturati e le porte d'accesso alla città passarono a tre (San Tomaso, Santi Quaranta ed Altinia). La capacità difensiva di Treviso, cioè, fu enormemente potenziata.

La città condivise le sorti di Venezia fino al 1797, quando fu conquistata dalle armate di Napoleone. Essa passò quindi all'Austria e poi al Regno Italico (1805) e di nuovo all'Austria (1813). Nel 1848 seguì Venezia nella rivoluzione contro gli austriaci, ma il 14 giugno dovette arrendersi. Dopo tutte queste vicissitudini, il 15 luglio 1866 i bersaglieri italiani entrarono in città.

mercoledì 11 maggio 2011

Il dramma del parcheggio

Una settimana fa ho avuto un’avventura, o meglio una disavventura, alquanto particolare in quel di Treviso. Era un sabato pomeriggio stupendo, il cielo era limpido, il sole scottava, una tipica giornata primaverile.
Io e mia sorella, neopatentata, abbiamo così deciso di visitare un paio di negozi nel centro di Treviso. Dopo una lunga discussione con mia mamma, io e mia sorella siamo riusciti a convincerla di lasciarci andare da soli, ma non con l’autobus, bensì in macchina.
Arrivati a Treviso, ci siamo trovati di fronte ad un problema molto frequente nel centro: il parcheggio. Per non pagare la quota necessaria per parcheggiare all’interno delle mura, abbiamo deciso di cercare posti liberi in uno di quei parcheggi super affollati fuori dal centro. Dopo circa un ventina di minuti  di affannosa ricerca  trovammo un posto. Il problema sembrava risolto, perché davo per scontato il fatto che mia sorella fosse in grado di parcheggiare..., ma le cose, purtroppo, non stavano esattamente così.
Per facilitarla scesi dall’auto e cercai di aiutarla nell’eseguire la manovra con  frasi tipo, “Avanti, avanti, occhio, stop” e, all’occorrenza, “Maria Vergine!” Dopo una decina di tentativi, ci provò con decisione e finì per sfiorare l'auto a fianco. La situazione era un po’ ardua perché se avesse provato ad effettuare la retromarcia avrebbe finito per strisciare l’altra macchina; dopo 10 minuti di panico, e dopo essere stati derisi da circa un centinaio di persone, è arrivato un signore che, gentilmente, e con una semplicità quasi umiliante, ha eseguito la manovra ed ha parcheggiato la macchina.
Questo piccolo inconveniente, forse, può rendere l'idea del problema-parcheggi  in quel di Treviso. (C.F.)

martedì 3 maggio 2011

La provincia di Treviso

Treviso è una delle più belle province del Veneto. Giovani, donne, anziani,sportivi, hanno contribuito a rendere sempre migliore la qualità della vita della provincia. Gli aspetti principali di cui ci vogliamo occupare in questa presentazione sono: 1) integrazione, 2) istruzione, 3) trasporti, 4) Internet, 5) ambiente.

  1. La Marca è una delle province in cui l'integrazione "funziona".  Questo perché nel suo territorio non si sono formati  quartieri-ghetto. In poche parole, le popolazioni immigrate si sono "mescolate" con i Trevigiani distribuendosi nel territorio in maniera più o meno uniforme.
  2. Nella provincia vi sono numerose scuole. Le tipologie sono le più vaste: professionali, tecnici, licei. Insomma, essa offre a noi ragazzi la possibilità di scegliere quello che a noi piace. Adesso a Treviso si sta avviando una piccola università.
  3. Treviso, per i suoi servizi, per la viabilità e per l'assetto del territorio è sempre più una città a misura d'uomo. Le scelte urbanistiche attuate in questi anni hanno contribuito a valorizzare la sua fortunata posizione geografica. I trasporti possono consentirci di attraversare tutta la Provincia. Le linee dell'autobus sono numerose e...ehm, poco puntuali, ma ci sono (i ritardi cronici, almeno nella città capoluogo, si spiegano per lo più col fatto che Treviso è una città a struttura medioevale, cioè con strade stgrette, vicoli, piazzette, ecc., il che significa che nelle ore di punta non si cammina, specialmente all'entrata e all'uscita degli istituti e delle scuole. Per quando riguarda il sistema ferroviario, attualmente si stanno realizzando le metropolitane di superficie che porteranno ad un'evoluzione dei trasporti locali e ad un sensibile beneficio per tutti i passeggeri nel triangolo Venezia - Padova - Treviso, con un interessamento delle città di Castelfranco, Montebelluna e Portogruaro. I paesi inseriti in questi assi viari offriranno ai passeggeri un trasporto efficiente e pratico. Tutto ciò richiederà del tempo ma i primi segni tangibili di questa realizzazione si possono vedere a San Trovaso e a Marocco. L'alta velocità per adesso non attraversa la Marca. Nella viabilità stradale si può dar merito alla realizzazione del collegamento Conegliano-Sacile e la progettazione del passante montano Ovest- Est, con il quale si intende alleggerire il traffico del Trasporto merci. Un'altra realizzazione, che dà sfogo al traffico è stato il passante di Mestre che interessa il sud della Provincia di Treviso.
  4. I giovani Trevigiani sono sempre più tecnologici. Tv, telefonino, consolle, lettore mp3 e Internet fanno parte della dotazione di base delle nuove generazioni, le quali, approfittando della semplicità di accesso e dei costi relativamente contenuti che caratterizzano queste apparecchiature, li hanno trasformati in strumenti privilegiati nella fruizione del tempo libero. Non tutte le zone della provincia purtroppo possono accedere a Internet. I comuni ora stanno iniziando ad inserire il wireless nelle piazze più importanti. La provincia si sta informatizzando. Le caratteristiche della rete sono contraddittorie: se da un lato essa è lo spazio dello scambio, della conoscenza, dell'incontro, dall'altro rischia di essere il luogo della solitudine, con persone che stanno sole davanti al proprio PC o al display del telefonino.
  5. Oltre che una città solidale, Treviso si conferma anche una città accogliente, e questo non solo per la qualità dell'abitare ma anche dal punto di vista turistico. Ad una notevole offerta alberghiera, si uniscono numerosi spazi di verde attrezzato, strutture ricreative, sportive, associative. Il ruolo del turismo è destinato a crescere per effetto della fortunata collocazione geografica e, secondo il parere degli Amministratori, per alcune oculate scelte urbanistiche. Nuove piste ciclabili, nuovi parchi e nuova sensibilizzazione al rispetto dell'ambiente hanno messo al centro dell'attenzione il prestigio del territorio, la sua tutela e  valorizzazione. Il tutto tenendo sempre lo sguardo puntato sul futuro. Salvare il pianeta si può fare solo partendo dal territorio in cui si vive, e le giovani generazioni sono state responsabilizzate su questo fronte. (M.S.)

lunedì 2 maggio 2011

Vi presento Treviso

Piazza dei Signori
Treviso è una città non grandissima ma molto carina. Chi ci abita da quando è nato può garantire  che c’è sempre qualcosa da fare.
Come prima cosa, a Treviso, nelle diverse piazze ci sono sempre stand o manifestazioni. Ci sono quelle culinarie che, a seconda del periodo, riguardano i prodotti tipici di varie regioni, il cioccolato o il gelato. Spesso ci sono anche quelle sportive. A Treviso sono molto importanti il rugby, il basket e la pallavolo, gli sport più praticati nella città. Spesso ci sono anche i mercatini di Natale e quelli equosolidali.
A Treviso, inoltre, nonostante le dimensioni ridotte, si trova sempre qualcosa da fare. Sono numerosi, infatti, i bar, le gelaterie, le pasticcerie e le cioccolaterie dove si può prendere qualcosa da bere o da mangiare.
Nelle piazze, tra panchine e scalinate, si trovano sempre posti a sedere dove poter chiacchierare. Ci sono anche moltissimi negozi, da quelli delle grandi firme, a quelli più abbordabili per i giovani. Ci sono quelli specializzati in bigiotteria, cosmetici, vestiti, scarpe o borse. In centro città si trova anche un cinema. Invece per fare una passeggiata tranquilla, si può percorrere la “Restera”, una strada pedonale che costeggia il fiume Sile. Sono molto belle, però, anche le passeggiate in centro.
Ci sono tanti vicoli e stradine che, le prime volte, ti possono disorientare, ma quando impari a riconoscerle diventa molto facile orientarsi. Ci sono case affrescate, monumenti, porticati. Il centro di Treviso non vanta un’estensione enorme, ma anche per questo è comodo viverci. La città, inoltre, è attraversata da una fitta rete di trasporti pubblici, che collegano il centro con i paesi circostanti. Molto spesso, però, gli autobus sono in ritardo a causa del traffico o di incidenti stradali.
Questo potrebbe essere un motivo di severa critica per Treviso, ma diciamo che all’occorrenza si può usare la bicicletta. Treviso è attrezzata da questo punto di vista. Ci sono le piste ciclabili e molti portabici, ed è attivo un servizio di “bike sharing”, ovvero biciclette pubbliche che possono essere utilizzate semplicemente richiedendo un tesserino identificativo.
Concludiamo dicendo che vivere a Treviso vuol dire avere una vita molto attiva e che può soddisfare i gusti di tutti. (I.P.)

sabato 30 aprile 2011

Vivere a Treviso

Tutti conoscono  la magnifica Venezia, la città sull’acqua, una delle mete più apprezzate del mondo. Ma ciò che forse non si sa è che, a 20 minuti da questa fantastica città, sorge un altro centro storico, una piccola città medievale che, cèè da crederci, vale la pena di visitare: Treviso.

Circondata da mura e canali, diventa un importante centro commerciale durante l’Impero Romano.

Chi vive fuori città, in uno dei tanti comuni e frazioni che la circondano, guarda Treviso un po’ da spettatore ma può comunque dire di conoscerla almeno un po', ad esempio dovendola frequentare tutte le mattine per andare a scuola.

Il centro storico, all’interno delle mura, è meraviglioso: canali, palazzi, ponti, chiese, piazze, negozi e boutiques di alta moda. Ci sono alcune zone in cui le macchine non passano e si sta veramente bene. Di sera, passeggiare è un vero piacere perché tutto e illuminato e ben curato.

È una bella città, ha tutti i servizi e i confort delle grandi città, anche se i prezzi sono un po’ cari.

Forse a qualcuno potrebbe sembrare una normalissima città, perché dopotutto presenta caratteristiche molto simili ad altre, ma in realtà ha uno straordinario vantaggio: la posizione geografica.

Basta fare 40 km e sei al mare, certo Jesolo non è le Maldive ma ci si accontenta; fai circa 100 km e sei sulle Dolomiti, considerate fra le montagne più belle del mondo; a 20 minuti di treno c'è la romanticissima Ve nezia, e a 130 km c'è Verona, la città di Romeo e Giulietta. Per non parlare della vicinanza con Austria e Croazia che, non si sa mai, potrebbe venir voglia di visitare un giorno o l’altro.

Un difetto? Beh, l’inquinamento, come è tipico di ogni città, e a volte trovare un parcheggiò è davvero un’impresa. Il clima non è dei migliori, è freddo d’inverno e umido e afoso d’estate, perciò se si ama un clima ventilato e mite forse non è il posto adatto dove vivere, ma varrà comunque la pena visitarla, statene certi.

Treviso non è assolutamente una città perfetta, ma dopotutto nessuna lo è. In ogni caso per noi rimane una città magnifica. (D.M.)

Storia di un blog

Questo blog su Treviso è scritto dalla classe 2^ C del Riccati-Luzzatti. È un blog che deve presentare la città, dagli aspetti più seriosi, come quelli storici, a quelli più divertenti, come i punti di ristoro e svago.
I Buranelli, Treviso
In questa attività, per arrivare a un buon risultato finale, abbiamo coniugato le nostre conoscenze personali con quelle scolastiche. È un lavoro che ha coinvolto alcune materie, e ci ha impegnati nelle ore di scuola e non solo. È stato utile anche per noi, che ci siamo accorti di cosa offriva Treviso, scoprendo luoghi e aspetti non conosciuti ma che dovrebbero esserlo.
Presentiamo quindi la città vista  con gli occhi di noi sedicenni, cercando di descrivere gli aspetti più interessanti e divertenti della città. (I.P.)