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lunedì 30 maggio 2011

My Favourite Bar




The “Bar Borsa” is surely my favourite bar in Treviso. It is placed in the centre of Treviso so that it is really easy to find.
It is quiet, big and modern.
The personnel is nice, efficient and quick.
This bar has two floors: the ground floor is dadicated to little tables for incoming people; on the second floor there are little sofas of different colours and the atmosphere is warm.
In the Bar Borsa you can find all you need for a good italian breakfast, for quick snacks and even something for lunch.
So, you can drink some good coffes, capuccinos, teas. There are also tasty drinks, appetizer and wines.
There's no lack of sandwiches, piadinas, toasts and also brioches and pastry.
In the summer there are lots of people and so they put some tables and chairs outside in the north-east corner of Borsa Square. During the winter there are only two little tables for smokers.
I like this bar in particular because I find it confortable and welcoming. The only downside is that, like everything in the centre of Treviso, it is a little expensive.

(Maddalena Ricci)

martedì 24 maggio 2011

La notte bianca

Notte bianca a Treviso (foto "La Tribuna di Treviso"

La notte bianca per tante ragazze è una serata di puro divertimento,di shopping sfrenato, l’unica volta in cui non si bada al prezzo super scontato dell’abbigliamento ma si compra qualsiasi cosa pur di non tornare a casa a mani vuote. Per me, invece, è un inferno.
Quando la mia amica mi propose di andare con lei per negozi durante quella serata di luglio dal nome affascinante,  accettai molto volentieri, perchè d'altronde sono una ragazza anch’io e noi impazziamo all’idea di provare una t-shirt o qualsiasi capo che sia nuovo di zecca. L’inferno iniziò prima di quanto pensassi: i parcheggi erano pieni zeppi, le donne al volante erano impazzite e facevano a gara per conquistare qualche raro posto che si liberava. Quando finalmente riuscimmo a trovare un parcheggio, mentre la mamma della mia amica stava cercando di fare manovre azzardate per riuscire ad infilarsi in uno spazio ridottissimo, vidi una donna al volante di un suv che appena vide il parcheggio liberarsi non esitò ad accelerare con furia e a schizzare nel posto libero.
Dopo un’ora finalmente riuscimmo ad avviarci verso Piazza dei Signori. Questa era più che affollata, era piena di ragazzi che urlavano e cercavano di non rovesciarsi gli uni sugli atri, per via della folla che spingeva, le bibite che tenevano in mano, e il caldo non aiutava ad essere pazienti in attesa del concerto di alcuni cantanti italiani: Paola e Chiara, Paolo Meneguzzi, Lost e i Sonohora, che hanno origini non tanto lontane dalla nostra città.

Dato che i tempi di attesa erano diventati stressanti, decidemmo di entrare nei negozi, anche questi pieni di gente che si può dividere in due categorie: maschi e femmine. Quando noi ragazze entriamo in un negozio, nel vedere tutti quei vestiti appositamente esposti per noi, senza volerlo entra in gioco la nostra seconda personalità: fashion victim. È tutto un correre frenetico per riuscire a togliere dalle grinfie di altre donne un paio di jeans o una borsa, e in quel momento tiriamo fuori tutta la nostra grinta. Non ci si riesce a concentrare perché è come se tutti i vestiti ti chiamassero e ti invitassero a provarli, così cominciamo a correre in tutte le direzioni senza un obiettivo preciso, siamo così elettrizzate che non sappiamo da dove incominciare. E per questo, dopo un quarto d’ora, lo scenario può sembrare un campo di battaglia: i vestiti che prima erano perfettamente ordinati volano da una parte all’altra, ecc., ecc.
Il momento di provare la roba selezionata un po’ a caso è la parte più tragica, perché si deve aspettare e aspettare non tanto perché siamo indecise se comprare o meno i capi provati, ma perché ci sono quattro camerini in tutto il negozio e quindi inizia la corsa disperata per arrivare  prima e guadagnarsi il camerino. Questo succede soprattutto se si decide di andare in negozi come Coin e Benetton, che sono tra i più conosciuti e più gettonati di Treviso.
In questa fase, la seconda categoria, cioè i maschi, per i quali accompagnare le proprie ragazze o mogli in questa maratona dello shopping è la peggiore delle torture, vengono scambiati per facchini e gentilmente ci tengono le altissime pile di vestiti in mano e infilate alle braccia tantissime altre borse provenienti da altri negozi.
I negozi cominciarono a chiudere solo dopo mezzanotte, ma la serata sembrava interminabile: i negozi si svuotavano, ma in cambio si riempivano i pub e le piazze. Dopo aver utilizzato tutte le energie facendo compere ci fermammo volentieri a bere qualcosa, come tantissima altra gente. La serata andava avanti e sembrava che nessuno avesse intenzione di tornare a casa ...

mercoledì 11 maggio 2011

Il dramma del parcheggio

Una settimana fa ho avuto un’avventura, o meglio una disavventura, alquanto particolare in quel di Treviso. Era un sabato pomeriggio stupendo, il cielo era limpido, il sole scottava, una tipica giornata primaverile.
Io e mia sorella, neopatentata, abbiamo così deciso di visitare un paio di negozi nel centro di Treviso. Dopo una lunga discussione con mia mamma, io e mia sorella siamo riusciti a convincerla di lasciarci andare da soli, ma non con l’autobus, bensì in macchina.
Arrivati a Treviso, ci siamo trovati di fronte ad un problema molto frequente nel centro: il parcheggio. Per non pagare la quota necessaria per parcheggiare all’interno delle mura, abbiamo deciso di cercare posti liberi in uno di quei parcheggi super affollati fuori dal centro. Dopo circa un ventina di minuti  di affannosa ricerca  trovammo un posto. Il problema sembrava risolto, perché davo per scontato il fatto che mia sorella fosse in grado di parcheggiare..., ma le cose, purtroppo, non stavano esattamente così.
Per facilitarla scesi dall’auto e cercai di aiutarla nell’eseguire la manovra con  frasi tipo, “Avanti, avanti, occhio, stop” e, all’occorrenza, “Maria Vergine!” Dopo una decina di tentativi, ci provò con decisione e finì per sfiorare l'auto a fianco. La situazione era un po’ ardua perché se avesse provato ad effettuare la retromarcia avrebbe finito per strisciare l’altra macchina; dopo 10 minuti di panico, e dopo essere stati derisi da circa un centinaio di persone, è arrivato un signore che, gentilmente, e con una semplicità quasi umiliante, ha eseguito la manovra ed ha parcheggiato la macchina.
Questo piccolo inconveniente, forse, può rendere l'idea del problema-parcheggi  in quel di Treviso. (C.F.)

lunedì 2 maggio 2011

Vi presento Treviso

Piazza dei Signori
Treviso è una città non grandissima ma molto carina. Chi ci abita da quando è nato può garantire  che c’è sempre qualcosa da fare.
Come prima cosa, a Treviso, nelle diverse piazze ci sono sempre stand o manifestazioni. Ci sono quelle culinarie che, a seconda del periodo, riguardano i prodotti tipici di varie regioni, il cioccolato o il gelato. Spesso ci sono anche quelle sportive. A Treviso sono molto importanti il rugby, il basket e la pallavolo, gli sport più praticati nella città. Spesso ci sono anche i mercatini di Natale e quelli equosolidali.
A Treviso, inoltre, nonostante le dimensioni ridotte, si trova sempre qualcosa da fare. Sono numerosi, infatti, i bar, le gelaterie, le pasticcerie e le cioccolaterie dove si può prendere qualcosa da bere o da mangiare.
Nelle piazze, tra panchine e scalinate, si trovano sempre posti a sedere dove poter chiacchierare. Ci sono anche moltissimi negozi, da quelli delle grandi firme, a quelli più abbordabili per i giovani. Ci sono quelli specializzati in bigiotteria, cosmetici, vestiti, scarpe o borse. In centro città si trova anche un cinema. Invece per fare una passeggiata tranquilla, si può percorrere la “Restera”, una strada pedonale che costeggia il fiume Sile. Sono molto belle, però, anche le passeggiate in centro.
Ci sono tanti vicoli e stradine che, le prime volte, ti possono disorientare, ma quando impari a riconoscerle diventa molto facile orientarsi. Ci sono case affrescate, monumenti, porticati. Il centro di Treviso non vanta un’estensione enorme, ma anche per questo è comodo viverci. La città, inoltre, è attraversata da una fitta rete di trasporti pubblici, che collegano il centro con i paesi circostanti. Molto spesso, però, gli autobus sono in ritardo a causa del traffico o di incidenti stradali.
Questo potrebbe essere un motivo di severa critica per Treviso, ma diciamo che all’occorrenza si può usare la bicicletta. Treviso è attrezzata da questo punto di vista. Ci sono le piste ciclabili e molti portabici, ed è attivo un servizio di “bike sharing”, ovvero biciclette pubbliche che possono essere utilizzate semplicemente richiedendo un tesserino identificativo.
Concludiamo dicendo che vivere a Treviso vuol dire avere una vita molto attiva e che può soddisfare i gusti di tutti. (I.P.)

sabato 30 aprile 2011

Vivere a Treviso

Tutti conoscono  la magnifica Venezia, la città sull’acqua, una delle mete più apprezzate del mondo. Ma ciò che forse non si sa è che, a 20 minuti da questa fantastica città, sorge un altro centro storico, una piccola città medievale che, cèè da crederci, vale la pena di visitare: Treviso.

Circondata da mura e canali, diventa un importante centro commerciale durante l’Impero Romano.

Chi vive fuori città, in uno dei tanti comuni e frazioni che la circondano, guarda Treviso un po’ da spettatore ma può comunque dire di conoscerla almeno un po', ad esempio dovendola frequentare tutte le mattine per andare a scuola.

Il centro storico, all’interno delle mura, è meraviglioso: canali, palazzi, ponti, chiese, piazze, negozi e boutiques di alta moda. Ci sono alcune zone in cui le macchine non passano e si sta veramente bene. Di sera, passeggiare è un vero piacere perché tutto e illuminato e ben curato.

È una bella città, ha tutti i servizi e i confort delle grandi città, anche se i prezzi sono un po’ cari.

Forse a qualcuno potrebbe sembrare una normalissima città, perché dopotutto presenta caratteristiche molto simili ad altre, ma in realtà ha uno straordinario vantaggio: la posizione geografica.

Basta fare 40 km e sei al mare, certo Jesolo non è le Maldive ma ci si accontenta; fai circa 100 km e sei sulle Dolomiti, considerate fra le montagne più belle del mondo; a 20 minuti di treno c'è la romanticissima Ve nezia, e a 130 km c'è Verona, la città di Romeo e Giulietta. Per non parlare della vicinanza con Austria e Croazia che, non si sa mai, potrebbe venir voglia di visitare un giorno o l’altro.

Un difetto? Beh, l’inquinamento, come è tipico di ogni città, e a volte trovare un parcheggiò è davvero un’impresa. Il clima non è dei migliori, è freddo d’inverno e umido e afoso d’estate, perciò se si ama un clima ventilato e mite forse non è il posto adatto dove vivere, ma varrà comunque la pena visitarla, statene certi.

Treviso non è assolutamente una città perfetta, ma dopotutto nessuna lo è. In ogni caso per noi rimane una città magnifica. (D.M.)